“Dopo aver letto questo libro, ho subito capito che da ora il nostro prodotto dovrà
vedersela con un concorrente in più”
Q. B., product manager Guttalax®

Non capita spesso di leggere un’autobiografia schietta e appassionata che svela senza vergogna lati oscuri e inattesi di una vita esaltante come poche. Per questo mi è dispiaciuto interrompere la lettura di “Open” di Andre Agassi per iniziare quella di Plagio Antonacci. Ma, incredibile a dirsi, l’opera del cantautore italiano regge assolutamente il confronto, almeno sul numero di pagine.

Partendo dalle origini veniamo resi partecipi di quello che si nasconde dietro un grande successo popolare: uomini e donne, ma soprattutto uomini, che avendo visto il suo grande talento non si son fatti pregare per spingerlo nella giusta direzione. È stato così che Plagio ha visto spalancarsi davanti e dietro di sé le porte del suo successo. Da allora una serie di hit memorabili hanno scalato le classifiche: Regina di fiori, Laura dov’è, Serenata pop, Grosso è relativo, Vorrei cantare come Simone Cristicchi e molte altre canzoni gli sono valse milioni di fan e quasi altrettante cause giudiziarie. Aneddoti inediti ci rivelano un retroscena del giovane Plagio che non ti aspetti. Ricordiamo qui, fra i molti, quando passò come una cometa nel mondo della pubblicità. Da stagista copywriter si trovò a lavorare sul rilancio dell’Amaro Lucano e propose lo slogan “Cosa vuoi di più dalla vita in giù?”. Sappiamo poi com’è andata a finire.

L’editore ci tiene a comunicare che l’artista ha voluto fortemente curare in prima persona ogni minimo dettaglio del volume, occupandosi anche della scelta delle foto (predilette quelle con il dito davanti all’obiettivo) e del carattere tipografico (un sobrio Comic Sans).

Commenta


In un Paese ad un passo dal polmone d’acciaio, cinque professioniste di medicina politica si affrontano in una sfida all’ultima sacca di sangue infetto. Nello Specifico, giornalista dalla scrittura più penetrante di un catetere, ci regala cinque ritratti approfonditi per capire meglio la battaglia delle Primarie.


Pierluisa Malsani

Più carismatica (ma di poco) di un mocio Vileda, parte con i favori del pronostico. Da sempre è reputata un maschiaccio per via della sua avversione verso lo star qui a pettinar le bambole.


Mattea Ronzi

Afferma di seguire le orme di Lorenzo il Magnifico, ma ai più sembra semplicemente che faccia la splendida. Come una mosca chiusa in casa si invola freneticamente per le strade d’Italia a bordo di un camper ereditato da Alberto Castagna.


Nicoletta Vendolaria

Candidata al Nobel per la letteratura grazie ai suoi status su Facebook, è accusata di aver tentato di hackerare Twitter per poter oltrepassare il limite di 140 caratteri per tweet. Strenua paladina delle diversità e acerrima nemica di sintesi e semplicità.


Laura Fuffato

Ambiente, salute, lavoro, uguaglianza: sono queste le parole d’ordine che si troverebbero nel programma della Fuffato, se solo qualcuno l’avesse mai letto. Purtroppo non l’ha fatto nemmeno lei. Viene ricordata per aver fatto la spia dicendo alla maestra che durante l’interrogazione Mattea Ronzi riceveva suggerimenti via smartphone.

Bruna Tafazzi

Bella e dannata: di sicuro è la candidata più provocante, in grado di attrarre l’elettorato più giovane e arrapato grazie al suo carattere ribelle, lo stile anticonformista e lo charme inebriante. Gli occhi azzurri e il crine biondo cenere le hanno fatto meritare il nome di battaglia di Nicole Kidman democristiana.

Commenta


“Il peggio di un uomo”
Gillette brand manager

Dura la vita per i possessori di bulbi piliferi ipertrofici in una società che si sta inesorabilmente trasformando nel regno della glabritudine.

Torme di donne martiri si fanno bombardare ogni accenno di peluria da raggi laser come nemmeno una navicella di Guerre Stellari. Corazzate di maschi muscolocentrici cercano senza sosta di rendere la propria epidermide liscia come una padella in Teflon abortendo con ferocia ogni pelo novello, qualunque sia la zona di nascita, e sottolineiamo qualunque (“…perché se li azzero anche lì ci guadagno pure in centimetri, if you know what I mean…”).

E poi c’è lui, il Dorso Grizzly, specie in via d’estinzione su cui la Natura sembra essersi accanita oltremodo. Sin dalla precoce pubertà è costretto a subire battute e sfottò su peli, pellicce e cappotti vari. I primi traumatici e infruttuosi approcci con il gentil sesso si concludono inesorabilmente con attacchi di tricotillomania estesa.

Le rare uscite in spiaggia vengono ricordate per gli improbabili tentativi delle amiche di spalmargli la crema solare sulla schiena che si trasformano inesorabilmente in interminabili partite a tris di cui la sua peluria bagnata è il tabellone di gioco.

Barbara Soyo ci regala uno sguardo approfondito e particolareggiato di una fetta sempre più esigua di umanità la cui rara capacità di mimetizzarsi in qualsiasi salotto stendendosi nuda davanti al caminetto non permetterà comunque di opporsi al lento ma inarrestabile cammino dell’evoluzione darwiniana.

Commenta


Sono tutt’orecchi.
Barack Obama

Barack Obama è stato rieletto Presidente degli Stati Uniti d’America. Ancora quattro anni per dare ascolto ai bisogni e alle speranze dell’America. Ne sentiremo delle belle.

Nel frattempo, nel nome della riforma sanitaria osteggiata dal suo stesso partito, Mitt il mormone ha consultato tutti gli otorinolaringoiatra dell’Ohio per ottenere un udito sopraffino come quello dello sfidante: ma al di là dell’eliminazione del cerume in eccesso, i benefici sono stati risibili.

Commenta


“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto? Facciamo che scendo in campo e non mi levo più di torno per 20 anni”
Silvio Berlusconi

In questo eccezionale cult letterario, lo scrittore “esordiente” S.B. racconta con ironia e “moderazione” tutti i mali dell’Italia contemporanea: Monti, la Merkel, le tasse, le toghe rosse, le zone ATL, i panini Camogli freddi, i comunisti, la polvere che ritorna, i taglietti che ci si fa con la carta, le doppie punte, il calcare più ostinato…Una dura accusa, ma anche no: ovviamente lo avete frainteso, è tutto una montatura del cattivo giornalismo di sinistra.

Commenta