“Dopo aver letto questo libro, ho subito capito che da ora il nostro prodotto dovrà
vedersela con un concorrente in più”
Q. B., product manager Guttalax®
Non capita spesso di leggere un’autobiografia schietta e appassionata che svela senza vergogna lati oscuri e inattesi di una vita esaltante come poche. Per questo mi è dispiaciuto interrompere la lettura di “Open” di Andre Agassi per iniziare quella di Plagio Antonacci. Ma, incredibile a dirsi, l’opera del cantautore italiano regge assolutamente il confronto, almeno sul numero di pagine.
Partendo dalle origini veniamo resi partecipi di quello che si nasconde dietro un grande successo popolare: uomini e donne, ma soprattutto uomini, che avendo visto il suo grande talento non si son fatti pregare per spingerlo nella giusta direzione. È stato così che Plagio ha visto spalancarsi davanti e dietro di sé le porte del suo successo. Da allora una serie di hit memorabili hanno scalato le classifiche: Regina di fiori, Laura dov’è, Serenata pop, Grosso è relativo, Vorrei cantare come Simone Cristicchi e molte altre canzoni gli sono valse milioni di fan e quasi altrettante cause giudiziarie. Aneddoti inediti ci rivelano un retroscena del giovane Plagio che non ti aspetti. Ricordiamo qui, fra i molti, quando passò come una cometa nel mondo della pubblicità. Da stagista copywriter si trovò a lavorare sul rilancio dell’Amaro Lucano e propose lo slogan “Cosa vuoi di più dalla vita in giù?”. Sappiamo poi com’è andata a finire.
L’editore ci tiene a comunicare che l’artista ha voluto fortemente curare in prima persona ogni minimo dettaglio del volume, occupandosi anche della scelta delle foto (predilette quelle con il dito davanti all’obiettivo) e del carattere tipografico (un sobrio Comic Sans).










